Musica Classica on line - Notizie, eventi, biografie, musica & video sulla rete.

Musica Classica e opera di Classissima

Ludwig van Beethoven

martedì 19 settembre 2017


Wanderer's Blog

7 luglio

Classica sotto le stelle a Torino

WandererAlcuni forse ricorderanno il Classical Music Festival che fino allo scorso anno per circa una settimana si svolgeva il Piazza San Carlo a Torino. Era uno dei fiori all’occhiello della precedente giunta: be’ diciamo un fiorellino, vista la sproporzione dell’evento rispetto a quelli di musica non classica che occupavano il resto dell’anno. Comunque forse meglio di niente: si poteva al limite esibirlo in campagna elettorale (non ha funzionato…). L’attuale giunta aveva già in programma di abolire questa manifestazione e ha agito di conseguenza. Però come spesso succede è uscita dalla porta per rientrare dalla finestra: sì vabbè è un finestrino, un vasistas da bagnetto pubblico. Ecco quindi tre concerti in Piazzetta Reale inseriti in una breve serie di manifestazioni. Il primo sarà stasera con l’Orchestra del Regio diretta da Sesto Quatrini e Mariangela Vacatello dedicato a musiche di Bernstein e Gershwin, il secondo il 13 p.v. con la OSN Rai diretta da Conlon (musiche di Mendelssohn e Verdi), il terzo il 15 con la Filarmonica di Torino diretta da G. Pretto (musiche di Handel e Beethoven). La novità è che non saranno gratuiti, ma si pagheranno 12 o 8 euro. Un po’ troppo se si pensa che l’ingresso ai concerti normalmente è di 20 euro e il biglietto last minute ai concerti del Regio è di 15. Da precisare che la scelta di Piazzetta Reale precede il tragico evento del 3 giugno u.s. in piazza San Carlo.

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2 giugno

MITO Settembre Musica 2017

È disponibile on line il programma del futuro MITO Settembre Musica, presentato lo scorso martedì a Torino. È il secondo che vede il M° Nicola Campogrande alla direzione artistica. Ammetto che da un primo sguardo panoramico mi era parso migliore del precedente, ma “sedendo e mirando”… sì, insomma forse era solo un’illusione ottica, dovuta probabilmente al termine di paragone:lo scorso anno i MITO firmati Enzo Restagno, quest’anno il MITO 2016. Prosegue la scelta del filo conduttore: questa volta la natura. «Il tema di quest’anno è Natura. È una scelta che mi è parsa subito feconda – dice Nicola Campogrande – perché la musica classica è di per sé un inno alla natura; se ci si pensa, è ormai quasi l’unica che si suoni con strumenti prodotti con materiali naturali (il legno, in particolare), e perché il suo repertorio si è regolarmente ispirato ai fenomeni naturali, e continua ancora a farlo nella produzione dei compositori viventi. Così, ascoltare in centoquaranta concerti le infinite declinazioni del tema mi sembra un’esperienza particolarmente affascinante». La cosa dà subito spunto ai Sindaci di recitar l’ennesima giaculatoria ecologica.«Il tema naturalistico dell’undicesima edizione di MITO SettembreMusica ci permette di sottolineare quanto il nostro ecosistema non sia fatto solo di terra, acqua e cielo, cioè di cose che vediamo, ma consista anche di uno spazio sonoro, lo spazio del “sentire”, che è nostro compito proteggere, sviluppare e tenere vivo. Sostenendo la musica, contribuiamo alla varietà, all’armonia e all’equilibrio di questo spazio uditivo, favorendone la biodiversità, poiché convivono nel festival musica antica e moderna, musica classica e nuovi linguaggi, nel consueto spirito di un cartellone che propone solisti e grandi orchestre, gruppi da camera ed ensemble di varia conformazione». Come lo scorso anno si tratta di un tema conduttore talmente generico che potrebbe andar bene per qualsiasi rassegna e festival, insomma secondo me una cosa inutile, che lo scorso anno venne presentata come innovazione rivoluzionaria rispetto a un passato da rottamare subito, in imitazione di un malcostume in voga in alto loco. Non avendo partecipato alla presentazione non so se quest’anno i toni si siano abbassati. Comunque credo che trovare un tema conduttore per 70 eventi (140 in due città) sia mission impossible per chiunque (anche per il Direttore Artistico di questo festival), è fattibile per un concerto, al limite per una brevissima rassegna, ma non per una manifestazione di tale dimensione, per cui si finisce inevitabilmente in una generica banalità con forzature per altro spesso evidenti. Io sono convinto che prima si faccia il cartellone e poi ci si sforzi di trovare il denominatore comune, al punto che suggerirei come gioco estivo (da fare sotto l’ombrellone) di trovare fili conduttori di tal fatta ai festival e alle stagioni concertistiche…. Anche quest’anno l’introduzione agli ascolti, si raddoppiano invece gli eventi di piazza, oltre all’Open Singing ci sarà la Nona di Beethoven. Ci saranno dieci, se non sbaglio, prime italiane: di Rautavaara, Tan Dun, Clyne, Ducros, Paulus, Korvits, McGowan, Andres, Dessner, Fairouz. Il festival si apre con la Gustav Mahler Jugendorchester e si chiude con la Filarmonica della Scala. Il fatto che apertura e chiusura sia affidata a grandi orchestre contraddice nei fatti l’affermazione che voleva al bando i grandi complessi sinfonici (anche se la Filarmonica potrebbe esser considerata “risorsa locale” milanese). Segnalo il link con il programma completo e ognuno potrà farsi una sua idea, da parte mia posso dire che in passato attendevo pieno di aspettative, di solito non deluse, il programma di Settembre Musica, adesso invece non sono neppur dispiaciuto che impegni personali mi impediscano di essere presente alla maggior parte degli eventi (e non è la favola della volpe e l’uva). http://www.mitosettembremusica.it/sites/mitosettembremusica.it/files/newsletter/WEB_Folder_MITO_2017.pdf




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21 aprile

Christoph Eschenbach debutta sul podio della OSN Rai

Christoph Eschenbach sul podio della OSN Rai © Più Luce Ho molto vivo nella memoria il ricordo di Christoph Eschenbach al suo debutto all’Auditorium Rai di Torino con l’Orchestra di Rai Torino in veste di solista nel Terzo Concerto di Beethoven. Era il 1971. Se lo ricordo è perché mi colpì profondamente la sua performance. Raramente avevo ascoltato dal vivo (e avrei ascoltato anche in futuro) un tocco così terso, “pulito”, perfetto direi. Acquistai dei dischi interpretati da lui, insomma mi era parso il pianista ideale del momento e del futuro. Quale fu poi la mia delusione quando constatai che Eschenbach gradualmente finì col privilegiare l’attività di direttore d’orchestra! Non che sul podio non abbia dato grandissime prove, ma a mio modestissimo parere l’Eschenbach pianista era superiore all’Eschenbach direttore. Come tale ha rivestito incarichi di altissimo prestigio, dato interpretazioni eccellenti (alcune immortalate in disco, il ciclo mahleriano, notevole, disponibile in video ancora on line sul suo sito personale), ed eccolo finalmente sul podio della OSN Rai. Diciamo che era ora, dal momento che si tratta di una delle migliori orchestre d’Italia e d’Europa, anche se i vertici Rai sono tardi e restii ad accorgersene. Se ne è accorto invece subito Christoph Eschenbach e lo ha dichiarato a voce e al termine del concerto di ieri sera non ha esitato ad applaudire per primo l’Orchestra: è stato un applauso reciproco che orchestrali e direttore si sono vicendevolmente tributati. Applausi reciproci tra Eschenbach e la OSN ©Più Luce Programma tutto sinfonico con la Quarta Sinfonia di Mendelssohn e il Quartetto op.25 di Brahms nella trascrizione orchestrale di Schönberg. Pagina quest’ultima che Eschenbach sembra amare molto (forse gli ricorda i tempi in cui la eseguiva nella versione originale per piano e archi?) e che sicuramente è stata la più riuscita della serata. Grandi applausi da parte del pubblico, che spera ovviamente in suo ritorno: quanto dovrà aspettare? Christoph Eschenbach dirige la OSN Rai © Più Luce

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7 aprile

Christian Blackshaw e Trevor Pinnock alla Stagione OSN Rai

Christian Blackshaw alla Rai ©Più Luce Christian Blackshaw è oggi uno dei più accreditati interpreti mozartiani: il suo ciclo di Sonate alla Wigmore Hall è divenuto leggendario. Torna alla OSN Rai con Mozart, stavolta il KV 491. Blackshaw interpreta il KV 491 ©Più Luce Come avevo rilevato nella performance del KV 595 nel novembre 2015, il pianismo intimo, delicato e profondamente umano di Blackshaw è l’ideale per Mozart e anche stavolta ne è venuta una conferma. Esecuzione del KV 491 © Più Luce Sul podio Trevor Pinnock, noto soprattutto per le sue esecuzioni filologiche con l’English Concert. Da alcuni anni ha ampliato il suo repertorio dirigendo anche orchestre sinfoniche. È la seconda volta che sale sul podio della OSN Rai. Trevor Pinnock dirige la OSN Rai © Più Luce Ha completato la serata con la Sinfonia D 944 (La Grande) di Schubert, sinfonia che Pinnock ama particolarmente: “La trovo piena di umanità, combinando gesti potenti con momenti intimi che parlano alle profondità del nostro essere. Non sentiamo semplicemente l’eredità di Beethoven ma di tutto il Settecento musicale, una prospettiva vertiginosa. Ma è l’ispirazione inimitabile di Schubert che ci apre la strada al futuro, alle conquiste di Bruckner e Mahler.” (Sistema Musica). Trevor Pinnock dirige Schubert alla Rai ©Più Luce Pinnock lo scorso 16 dicembre ha festeggiato i suoi 70 anni. L’articolo da cui ho tratto la frase di cui sopra riporta che Pinnock ha festeggiato con tra gli invitati Christopher Hogwood e John Eliot Gardiner. Cosa molto inquietante poiché Hogwood è deceduto il 24 settembre del 2014. © Sistema Musica



Ludwig van Beethoven
(1770 – 1827)

Ludwig van Beethoven (16 dicembre 1770 - 26 marzo 1827) è stato un compositore e pianista tedesco. Figura cruciale nella transizione tra il classicismo e la musica romantica, fu l'ultimo rappresentante di rilievo del classicismo viennese ed è considerato uno dei più influenti compositori di tutti i tempi. Nel vasto catalogo di composizioni beethoveniano, i ruoli di maggior rilievo e importanza sono occupati dalla sua produzione cameristica, dalle opere per pianoforte e dalla sua produzione sinfonica; quest'ultima è forse ancora oggi il simbolo principale della sua universale popolarità. Benché abbia avuto una vita segnata dalla sordità, Beethoven ha lasciato una produzione musicale fondamentale nella storia della musica per la sua forza espressiva, capace di evocare una gran mutevolezza di emozioni. Beethoven influenzò così fortemente il linguaggio musicale del successivo romanticismo, che nel XIX secolo e fino agli inizi del XX secolo fu un modello per molti compositori. Crebbe in tal modo il mito del Beethoven artista eroico, capace di trasmettere attraverso la sua opera ogni sua emozione, esperienza personale o sentimento[5]; ciò nondimeno, la sua adesione alle regole dell'armonia nelle modulazioni e il rigetto dei cromatismi nelle melodie lo collocano a metà strada fra Classicismo e Romanticismo.



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